Federico Ranfagni – La strada più lunga comincia con cinque passi

Federico Ranfagni, CEO & Co-Founder di INCOMEDIA
Federico Ranfagni, CEO & Co-Founder di INCOMEDIA

 

Il software è troppo difficile da utilizzare.

Federico Ranfagni e suo fratello Stefano se lo sono appena sentiti dire da un importante distributore di prodotti informatici. Sono andati a presentargli il programma che hanno sviluppato. Un prodotto nel quale credono e che già permette alla loro piccola azienda di lavorare.

Per loro è semplice. Per chi dovrebbe venderlo, evidentemente, non abbastanza.

Durante il viaggio di ritorno verso Ivrea, Stefano propone di fermarsi. Sono nei pressi di Pisa, in un Autogrill. Prendono un foglio di carta e cominciano a disegnare un programma diverso. Un software che permetta a chiunque di costruire il proprio sito internet attraverso cinque passaggi guidati. Dal primo all’ultimo, senza dover conoscere i linguaggi di programmazione.
Tornano a Ivrea. Il giorno successivo decidono di interrompere lo sviluppo del prodotto precedente, che già garantisce loro un reddito, e concentrare tutte le energie sulla nuova idea.

«Siamo tornati a Ivrea e il giorno dopo abbiamo buttato via il prodotto che avevamo prima, che comunque ci dava da mangiare.»

Da quella decisione nascerà WebSite X5.

La storia di Incomedia, però, era cominciata qualche anno prima. In una tavernetta.

Federico ama raccontarlo con una battuta. Le grandi imprese tecnologiche americane sono nate nei garage della Silicon Valley. La loro è nata nella tavernetta di una casa a Ivrea, quella che per molti anni è stata considerata la Silicon Valley italiana.

La città di Olivetti, dell’informatica e di una cultura industriale nella quale la tecnologia ha rappresentato qualcosa di più di un’opportunità economica.

Federico e Stefano crescono qui. Hanno due anni di differenza e inclinazioni che si manifestano fin da bambini.

Stefano è affascinato dalla tecnologia. Smonta Commodore e Spectrum, cerca di capire come funzionano, esplora quello che per molti altri è ancora un mondo sconosciuto.

Federico ha un’altra predisposizione. Durante le vacanze in campeggio vende giornalini.

«Lui smontava i Commodore, gli Spectrum. Io vendevo i giornalini in giro per il campeggio.»

Una differenza che, con il passare degli anni, diventerà la forza della loro collaborazione.

Federico studia Economia e Commercio, Stefano si laurea in Ingegneria Meccanica. Due percorsi diversi, destinati a incontrarsi nella stessa impresa.

A vent’anni Federico comincia a lavorare nell’agenzia di comunicazione del padre, a Torino, specializzata nel settore delle macchine utensili.

È una scuola concreta. Visita i fornitori, controlla i fotoliti, segue le bozze, si occupa di pagine pubblicitarie e comunicati stampa. Impara osservando come si lavora, come si costruisce una relazione con un cliente, come si affrontano gli imprevisti.
Il padre gli trasmette un’esperienza che si rivelerà preziosa quando deciderà di diventare imprenditore.

Nel 1998 Federico e Stefano fondano Incomedia.

Il loro primo prodotto si chiama Incomedia Professional. È un programma per realizzare presentazioni multimediali, una sorta di PowerPoint più evoluto.

L’idea che li guida è già chiara: sviluppare strumenti tecnologici accessibili anche a chi non possiede competenze specialistiche.

Internet sta entrando nella vita delle persone e delle imprese. I due fratelli osservano i primi siti web, cercano di comprenderne il funzionamento e si pongono una domanda. Perché creare un sito deve essere così complicato? La risposta arriverà durante quel viaggio di ritorno da Pisa.

WebSite X5 nasce con una promessa precisa: permettere a chiunque di realizzare autonomamente il proprio sito internet.
Cinque passaggi guidati. Un percorso intuitivo. La possibilità di concentrarsi su quello che si vuole comunicare, anziché sulla complessità degli strumenti necessari per farlo.

Federico e Stefano intuiscono che la diffusione di internet porterà sempre più persone e piccole imprese ad avere bisogno di una presenza online, e che molte di loro vorranno costruirla senza dover ricorrere a competenze esterne.

All’inizio il mercato è soprattutto italiano. Poi arriva un incontro destinato ad allargare i loro orizzonti.

Partecipano a una grande fiera internazionale dedicata al mondo dell’istruzione, a Londra. Qui scoprono un sistema nel quale scuole, università e istituzioni mostrano un interesse concreto per strumenti capaci di rendere più semplice l’utilizzo della tecnologia.

Federico ricorda soprattutto una mail arrivata dal Ministero dell’Istruzione irlandese. Chiedono un preventivo per venti copie del software da utilizzare in prova. Lui è abituato a interlocutori che, in situazioni analoghe, chiedono prodotti gratuiti. Quella richiesta lo sorprende.

«Mi hanno chiesto una quotazione per venti copie di prova. Le volevano pagare.»

Da quel contatto nasce una collaborazione che porta Incomedia nelle scuole irlandesi. I due fratelli vengono invitati a Dublino per presentare il programma ai consulenti tecnologici del sistema scolastico. È l’inizio di una nuova fase.

Il prodotto si evolve. Il mondo dell’istruzione rimane importante, ma WebSite X5 comincia a rivolgersi sempre più alle piccole e medie imprese.

Sono gli anni nei quali avere un sito internet sta diventando una necessità. Poco dopo arriverà anche l’esigenza di vendere online.

Incomedia decide di guardare ai mercati internazionali. La strada scelta passa attraverso la grande distribuzione di prodotti informatici. In un’epoca nella quale il software viene ancora venduto prevalentemente in confezioni fisiche, significa riuscire a conquistare uno spazio sugli scaffali dei negozi. Un’impresa impegnativa per una piccola azienda italiana.

Federico racconta che, nel periodo di maggiore diffusione attraverso questo canale, WebSite X5 arriva a essere presente in circa diecimila punti vendita nel mondo. Dalla Germania alla Francia, fino al Medio Oriente. Il prodotto sviluppato a Ivrea compare nei negozi delle grandi catene internazionali.

Per competere con aziende molto più grandi, i due fratelli devono trovare una propria strada. La individuano ancora una volta nella semplicità. Se un piccolo imprenditore ungherese vuole realizzare il proprio sito internet, perché dovrebbe essere costretto a utilizzare un programma in inglese?

Incomedia investe nelle traduzioni, anche in lingue alle quali i grandi concorrenti dedicano minore attenzione.

«Volevamo un utente che non fosse il nerd che conosceva anche l’inglese. Se era ungherese, conosceva l’ungherese.»

La Germania diventa uno dei mercati principali.

È il 2006, l’anno nel quale l’Italia conquista il suo quarto titolo mondiale di calcio proprio in Germania. Federico ricorda con un sorriso quel periodo, ma anche una reazione che lo colpisce.

Alcuni giornalisti tedeschi, chiamati a recensire WebSite X5, mostrano inizialmente una certa diffidenza. Uno di loro, dopo aver provato il software, esprime sorpresa per il livello tecnologico raggiunto da un prodotto italiano.

Un Paese conosciuto soprattutto per il cibo e il calcio può sviluppare anche software tecnologicamente avanzato. Per Federico è una soddisfazione particolare.

Incomedia continua a espandere la propria presenza internazionale, mantenendo una struttura contenuta.

Oggi conta tredici persone. Secondo i dati condivisi da Federico, WebSite X5 viene commercializzato in 150 Paesi, è disponibile in 22 lingue e può contare su una rete di circa quaranta partner internazionali.

Numeri che raccontano una presenza geografica molto più ampia delle dimensioni dell’organizzazione. Eppure Federico non sembra interessato a misurare il successo soltanto attraverso la crescita.

«Io ho fatto un’azienda nel 1998 e voglio portarla avanti il più possibile.»

Osserva il mondo delle startup e degli imprenditori seriali, ma fatica a riconoscersi nell’idea di costruire un’impresa pensando fin dall’inizio a quando venderla. Per lui Incomedia è qualcosa da accompagnare nel tempo. Una scelta che si traduce anche nella volontà di mantenere l’indipendenza, senza aprire il capitale a fondi di investimento.

Il mercato nel quale opera è diventato sempre più competitivo. I concorrenti internazionali dispongono di risorse enormemente superiori. Per continuare a confrontarsi con loro, Incomedia ha scelto di investire costantemente nello sviluppo e nella qualità di WebSite X5.

Innovare, per Federico e Stefano, significa continuare a migliorare un prodotto, accompagnando l’evoluzione della tecnologia e le esigenze di chi lo utilizza. Una sfida che attraversa tutta la storia dell’azienda e che ha contribuito alla sua affermazione sui mercati internazionali.

Oggi questo percorso prosegue anche attraverso l’integrazione di nuove funzionalità basate sull’intelligenza artificiale. La direzione rimane quella immaginata fin dall’inizio: rendere accessibili strumenti che altrimenti rischierebbero di essere riservati a pochi.

Anche la scelta di rimanere a Ivrea racconta qualcosa della loro idea di impresa.

Federico conosce bene i limiti di una città che offre meno opportunità rispetto a Milano o alle grandi capitali europee. Trovare determinate competenze può essere più difficile. La posizione geografica comporta qualche complicazione logistica. Eppure, se potesse tornare indietro, ripartirebbe da lì.

«Sicuramente ripartirei da Ivrea.»

La ragione riguarda soprattutto le persone.

In Incomedia lavorano collaboratori che sono entrati in azienda quindici, diciannove anni fa. Rapporti professionali che hanno attraversato trasformazioni tecnologiche, cambiamenti di mercato e momenti difficili. Federico ne parla con orgoglio. Con la consapevolezza che la continuità di un’impresa dipende anche dalla capacità di costruire una squadra nella quale le persone desiderino rimanere.

La stessa continuità caratterizza il rapporto con Stefano. Lavorare con un fratello per quasi trent’anni potrebbe sembrare complicato. Per loro, invece, la differenza di carattere e competenze si è trasformata in una risorsa.

Federico segue soprattutto la dimensione commerciale. Stefano quella tecnologica. Ognuno conosce il proprio campo, ma soprattutto si fida dell’altro.

«Abbiamo dei ruoli abbastanza distinti dove ci fidiamo al 100% uno dell’altro.»

Il padre scherzava su questa complementarità. Diceva che il giorno in cui Federico avesse cominciato a capire troppo di tecnologia e Stefano troppo di commercio, sarebbero iniziati i problemi. Una battuta che conteneva un insegnamento.

Il padre è mancato nel maggio scorso. Al funerale erano presenti anche alcuni ex dipendenti di Incomedia, persone che avevano conosciuto l’azienda nei suoi primi anni. Federico lo racconta senza soffermarsi troppo, ma il ricordo lascia intuire quanto quella figura abbia accompagnato il percorso dei due fratelli.

Nel tempo, l’attenzione alle persone ha trovato espressione anche fuori dall’azienda. Da alcuni anni Incomedia sostiene Fondazione Progetto Arca, contribuendo al finanziamento di una cucina mobile che distribuisce pasti caldi alle persone senza dimora. Altre iniziative sono state realizzate sul territorio di Ivrea, anche in collaborazione con la Caritas.

Federico considera questo impegno parte del modo in cui interpreta il proprio ruolo. Il successo di un’impresa, nella sua visione, porta con sé anche la responsabilità di ricordarsi di chi attraversa situazioni di difficoltà.

Intanto, il tempo continua a scorrere. Federico ha cinquantacinque anni. Lavora ancora molto, spesso anche il sabato mattina. La domenica cerca di proteggerla, imponendosi di staccare. Quando riesce, pratica sport. Calcetto, nuoto, corsa. Un modo per ritrovare energie e alleggerire il peso delle responsabilità quotidiane.

Ha un figlio di ventiquattro anni che ha scelto un percorso internazionale. Dopo gli studi e un’esperienza in Microsoft, si prepara a iniziare una nuova avventura professionale a Barcellona, in Gartner. Federico lo incoraggia.

«Vai a imparare da quelli bravi e poi vieni da me.»

Non vuole affrettare un eventuale passaggio generazionale. Preferisce che il figlio costruisca la propria esperienza, conosca altre organizzazioni, impari a confrontarsi con realtà differenti. Poi, eventualmente, sarà lui a decidere.

Del resto, Federico continua a divertirsi facendo il proprio lavoro. La soddisfazione può arrivare anche da un risultato apparentemente piccolo. Due copie del software vendute in Nigeria. Cinque in Ciad. Paesi lontani, nei quali qualcuno ha scelto un programma sviluppato da un gruppo di persone che lavora a Ivrea.

Federico si domanda come siano riusciti ad arrivare fin lì. La risposta è dentro quasi trent’anni di tentativi, incontri, viaggi, porte aperte e altre rimaste chiuse.

Perché la storia di Incomedia ha conosciuto anche momenti difficili. Periodi nei quali andare avanti sembrava una scelta sempre meno scontata. Federico conserva una frase alla quale è particolarmente legato. Per un periodo era persino scritta su un poster appeso in azienda.

«Nessuna notte è così lunga da non permettere al sole di risorgere.»

Non sa più dove sia finito quel poster. La frase, invece, è rimasta. Come è rimasta la convinzione che anche una difficoltà possa indicare una direzione diversa. Quella che due fratelli hanno trovato tanti anni fa, fermandosi in un Autogrill nei pressi di Pisa.

Avevano appena scoperto che il loro prodotto era troppo difficile da utilizzare. Potevano difenderlo, cercare di convincere gli altri che fosse già abbastanza semplice. Preferirono prendere un foglio di carta e ricominciare. Da cinque passi.

#ToBeContinued
Andrea Bettini