
Valentina Ursic non ha mai avuto paura di cambiare.
Ha cambiato settori, aziende, ruoli, città, prospettive. E ogni volta che lo ha fatto non si è limitata ad adattarsi a ciò che trovava. Ha provato a trasformarlo.
Oggi è Direttrice Marketing e Comunicazione di Rinaldi 1957. Ma la parola che meglio racconta il suo percorso non è marketing. È cambiamento.
Un cambiamento cercato, attraversato, costruito. A volte pagato a caro prezzo. Sempre affrontato con una combinazione rara di energia, determinazione e senso della responsabilità.
La sua storia comincia a Gorizia, in una famiglia dove convivono due eredità diverse e complementari. Dal padre, di origine slovena, riceve disciplina, rigore e un principio che non l’abbandonerà più: la verità è una sola.
Lo racconta attraverso un episodio dell’infanzia. Negli anni della Jugoslavia la sua famiglia attraversava spesso il confine per andare a trovare gli zii in Slovenia. In macchina portavano beni di prima necessità: caffè, pasta, olio. Prodotti che dall’altra parte non erano sempre facili da trovare. Proprio in quel periodo Valentina attraversa una fase in cui, come molti bambini, racconta qualche bugia di troppo. Il padre la richiama con severità. Le spiega che la verità è una sola e che mentire non porta da nessuna parte.
Poco tempo dopo, arrivano alla frontiera. Una guardia chiede se abbiano qualcosa da dichiarare. Il padre risponde di no. Valentina rimane spiazzata. «Come niente? Mi hai appena fatto una lezione sulle bugie», protesta. A quel punto il padre è costretto ad aprire il bagagliaio. L’episodio si conclude senza conseguenze, ma il ricordo rimane. Non tanto per quella contraddizione infantile che l’aveva colpita, quanto per ciò che negli anni avrebbe compreso davvero: l’onestà non riguarda il vantaggio che se ne può ottenere. Riguarda la possibilità di guardarsi allo specchio ogni mattina senza dover distogliere lo sguardo.
Dalla madre, invece, Valentina eredita la determinazione. Una forza che emerge presto, anche nello sport. Per anni gioca a tennis a livello agonistico. Mentre molti coetanei trascorrono le estati in vacanza, lei frequenta campus dove ci si allena per ore sotto il sole.
In uno di questi allenamenti, dopo una punizione particolarmente dura, un istruttore le concede la possibilità di fermarsi. Può smettere di correre. Perché è una ragazza. Valentina continua. Arriva allo stremo, ma non si ferma. Non per sfida. Per convinzione. Il rispetto non dipende dal genere. Dipende dalle persone.
Quando arriva il momento di scegliere l’università, il suo sguardo sembra rivolto altrove. Si diploma in Scienze Diplomatiche Internazionali. Ama i viaggi, le relazioni tra Paesi, l’idea di un lavoro capace di attraversare confini e culture. Poi la vita cambia traiettoria.
Il percorso internazionale immaginato all’inizio lascia spazio a un piano diverso. Studia marketing, digital marketing e comunicazione. Entra nel mondo del lavoro e inizia a costruire la propria strada. Prima nel settore delle caldaie. Poi negli spirits. Poi nel vino. Ogni passaggio aggiunge qualcosa.
In Stock Spirits Group trova una delle sue prime grandi palestre professionali. Ha poco più di venticinque anni e si ritrova accanto a manager arrivati da alcune delle realtà più importanti del settore. Persone preparate, esigenti, capaci di trasformare il lavoro quotidiano in apprendimento continuo.
Tra quelle figure ce n’è una che resta più delle altre. Renata Ballarin. Direttrice Marketing dell’epoca, friulana come lei, lavoratrice instancabile. Tra le due nasce subito un’intesa fatta di stima, fiducia, concretezza. Ancora oggi continuano a sentirsi. Ancora oggi, per Renata, Valentina resta “la sua piccola”.
Nel corso della carriera incontrerà molte altre persone capaci di lasciarle qualcosa. Una di queste è Eddi Luisa, alla Tenuta Luisa. Un imprenditore con la quinta elementare e una visione chiarissima della parola data. Quando parlano di accordi, lui le ripete che una stretta di mano può valere più di qualsiasi firma.
All’inizio, per chi arriva da contesti manageriali strutturati, quella semplicità può apparire ingenua. Poi Valentina capisce che dentro quella frase c’è una forma altissima di responsabilità. Quando hai dato la tua parola, quella parola ti riguarda. Anche se perdi. Anche se costa. Anche se nessuno ti obbliga a mantenerla.
La fiducia attraversa da allora gran parte del suo percorso. Fiducia nelle persone. Fiducia nei rapporti. Fiducia nei valori condivisi. Fiducia come condizione per lavorare meglio, crescere, generare risultati.
Perché Valentina Ursic è una donna di entusiasmo, ma anche di numeri. Può essere vulcanica, diretta, appassionata. Però sa che l’energia, da sola, non basta. Va sostenuta da metodo, visione, competenze, responsabilità.
Dopo Stock arrivano altre esperienze importanti: Tenuta Luisa, Castello di Spessa, Distillerie Bonollo Umberto. Ogni azienda le insegna qualcosa. Ogni passaggio le permette di aggiungere strumenti, lucidità, consapevolezza.
Poi arriva Rinaldi 1957. E molti dei fili che l’hanno accompagnata fino a quel momento iniziano a convergere.
Valentina, che nella vita non ha mai pensato di fermarsi per sempre in un posto, usa un’espressione insolita. «È l’azienda della mia vita». Lo dice senza enfasi, ma con una convinzione che si percepisce subito.
Rinaldi 1957 è una storica realtà bolognese dell’importazione e distribuzione nazionale di vini e spirits. Un’azienda con una lunga storia alle spalle, un portfolio importante e una nuova fase identitaria davanti.
Quando Valentina arriva, trova una realtà con grande potenziale e un’immagine da accompagnare nel futuro. Trova anche persone molto diverse da lei. Ed è proprio questo ad affascinarla. Perché non cerca persone uguali. Cerca persone con cui costruire una visione comune.
Il primo grande passaggio è il rebranding. Il nuovo look & feel di Rinaldi 1957 nasce per raccontare un’azienda human centric, fondata su empatia, gentilezza, rispetto del tempo e attenzione alle relazioni.
Nel suo caso non sono semplicemente parole di posizionamento. Sono un modo di stare al mondo. Per Valentina la gentilezza non è morbidezza. Non è rinuncia. Non è assenza di decisione. È una forma di forza. La forza di chi sa ascoltare. Di chi prova a comprendere le paure dell’altro. Di chi entra nelle situazioni senza arroganza, ma con la volontà di far accadere le cose.
Perché il cambiamento, spiega, incontra raramente le resistenze più forti fuori dall’azienda. Le resistenze maggiori sono quasi sempre interne. Sono le abitudini. Le paure. Le frasi ripetute troppo a lungo. Le convinzioni sedimentate nel tempo. È lì che si gioca la partita più difficile.
Lei, invece, il cambiamento lo attraversa. Lo provoca quando serve. Lo accompagna quando è necessario. Lo difende quando incontra ostacoli.
Oggi guida un team composto soprattutto da giovani professionisti. Li osserva crescere con una soddisfazione evidente. Non è gelosa di ciò che sa. Al contrario, invita a rubare tutto il possibile. A chiedere. A guardare. A imparare.
La sua è una leadership del fare. Prima mostra. Poi spiega. E quando riconosce talento, prova ad accelerarne il cammino. Perché vedere crescere le persone, per lei, è una delle forme più alte di successo.
Tutto il suo percorso professionale ruota attorno alla stessa idea. Capire le persone. È per questo che quando definisce il marketing utilizza un’espressione insolita. «Creare magia». Una magia che ha poco a che fare con gli effetti speciali e molto con l’ascolto.
Perché il marketing, nella sua visione, nasce dalla capacità di leggere desideri, paure, aspettative. Di riconoscere ciò che conta davvero per le persone e trasformarlo in una risposta capace di generare valore. Sempre con una condizione imprescindibile. L’etica.
Perché la stessa professionista che parla di magia è anche quella che continua a credere nella parola data, nella fiducia e nella coerenza. Valori che attraversano tutta la sua storia e che, ancora oggi, guidano il suo modo di lavorare.
Tra Valentina Ursic e Rinaldi 1957 esiste una sintonia evidente. Non riguarda soltanto il ruolo o gli obiettivi aziendali. Riguarda il modo di interpretare il lavoro, le relazioni e la crescita delle persone.
Rinaldi 1957 è un’azienda che cambia volto senza perdere la propria anima. Valentina, arrivando lì, non ha trovato soltanto un nuovo incarico. Ha trovato un luogo in cui mettere insieme tutto ciò che l’ha portata fino a qui.
La disciplina del padre. La determinazione della madre. La fatica dello sport. Le aziende attraversate. Le persone incontrate. Gli errori, le ripartenze, le scelte coraggiose. E quella convinzione che continua ad accompagnarla. Cambiare non significa diventare altro. A volte significa trovare finalmente la forma più autentica di ciò che si è sempre stati.
#ToBeContinued
Andrea Bettini