Valerio Pastore – Oltre la password

Valerio Pastore, Co-Founder & CTO di CyberGrant
Valerio Pastore, Co-Founder & CTO di CyberGrant

 

Da bambino resta incantato davanti a un computer enorme. Occupa quasi una stanza intera nell’ufficio del padre, imprenditore a Sarno, in provincia di Salerno. Serve per gestire la contabilità del centro commerciale di famiglia. Attorno a quella macchina si muovono tecnici specializzati, cavi, monitor, procedure. Per molti è soltanto uno strumento di lavoro. Per lui è una promessa.

Non sa ancora quale sarà il suo mestiere. Sa soltanto che vuole capire come funzionano quelle macchine.

Qualche anno dopo arriva un modem. Oggi è difficile immaginare cosa significasse collegarsi, per la prima volta, a un computer dall’altra parte del mondo. Per Valerio Pastore è come aprire una finestra su qualcosa che fino a quel momento sembrava irraggiungibile.

Poi, un giorno, compare una password. È un dettaglio minuscolo. Eppure cambia tutto. Dietro quella richiesta di autenticazione intuisce che esiste uno spazio riservato. Una soglia. Un confine. La domanda non riguarda ciò che contiene quel sistema. Riguarda il sistema stesso. Come è stato costruito? Può essere superato? Esiste davvero qualcosa di impenetrabile?

La curiosità supera il semplice interesse per l’informatica. Comincia a studiare da autodidatta. Impara il BASIC, sperimenta, programma. Mentre molti ragazzi trascorrono il pomeriggio altrove, lui preferisce il laboratorio di informatica della scuola. Ogni nuovo programma rappresenta un enigma da comprendere.

L’adolescenza gli regala l’entusiasmo della scoperta e qualche conseguenza inattesa. Un accesso oltre il consentito gli insegna che la conoscenza porta con sé anche responsabilità.

Da quel momento la stessa curiosità che lo spingeva ad attraversare i confini comincia a orientarsi verso un’altra domanda: come si costruisce un sistema davvero sicuro?

Nel 1990, quando arriva Windows 3.0, la direzione è già chiara. La scuola continua a interessargli a metà. L’informatica, invece, completamente.

Le riviste specializzate diventano una seconda biblioteca. Ogni numero di PC Magazine o PC Professionale apre nuove possibilità. Un giorno decide di spedire a una casa editrice un software scritto da lui. Si chiama WinLimit. È un programma pensato per rafforzare la protezione degli accessi a Windows. Il Gruppo Editoriale Jackson decide di pubblicarlo a livello nazionale.

Ha appena diciassette anni. Riceve il suo primo compenso importante. Molto più del denaro conta un’altra cosa: la sensazione che un’intuizione nata nella sua stanza possa arrivare nelle mani di migliaia di persone.

Negli anni successivi quella curiosità si intreccia sempre di più con lo spirito imprenditoriale ereditato dal padre. Milano diventa il luogo dove trasformare le intuizioni in lavoro. Sviluppa software, realizza prodotti editoriali digitali e collabora con alcuni dei principali gruppi editoriali italiani.

Ogni esperienza aggiunge un tassello. La direzione, invece, rimane la stessa.

Quando Internet comincia a uscire dai laboratori per entrare nella vita delle persone, Valerio vede qualcosa che molti ancora faticano a immaginare. I dati smetteranno di vivere dentro un computer. Viaggeranno. Saranno accessibili ovunque.

Sviluppa così XBinary, un progetto dedicato all’archiviazione e alla condivisione protetta dei documenti attraverso Internet, in un’epoca in cui il cloud deve ancora entrare nel linguaggio quotidiano.

Negli anni deposita diversi brevetti dedicati alla protezione dei dati e alla condivisione sicura delle informazioni, continuando a lavorare sullo stesso tema da prospettive sempre nuove.

Intanto dentro di lui matura una convinzione. La sicurezza perde valore quando rimane patrimonio di pochi. Acquista significato quando diventa accessibile.

È questa idea che nel 2022 prende forma in CyberGrant, società fondata con l’obiettivo di rendere disponibili strumenti di protezione dei dati anche a organizzazioni prive di grandi strutture dedicate alla cybersecurity.

La sfida non consiste nell’aggiungere complessità. Consiste nel nasconderla. Dietro ogni nuova tecnologia resta la stessa convinzione maturata in decenni di lavoro. Le persone dovrebbero potersi concentrare sul proprio mestiere. La sicurezza dovrebbe lavorare in silenzio.

Nel frattempo continuano ad arrivare brevetti, startup, progetti dedicati al cyberbullismo, collaborazioni internazionali e confronti con consigli di amministrazione chiamati a prendere decisioni sempre più delicate sulla protezione delle informazioni.

Il filo, però, rimane sempre lo stesso. Ogni volta che compare una nuova frontiera tecnologica, Valerio prova ad attraversarla con la curiosità del ragazzo che voleva capire cosa si nascondesse oltre una password. Con una differenza sostanziale.

All’inizio cercava di comprendere come funzionassero le porte. Oggi costruisce strumenti perché ciò che merita di essere custodito possa continuare a esserlo. È questa, in fondo, la forma più invisibile della sicurezza.

#ToBeContinued
Andrea Bettini