Vittoria Mezzadri Majani – Aggiungere futuro al tempo

Vittoria Mezzadri Majani, Brand Manager Majani 1796
Vittoria Mezzadri Majani, Brand Manager Majani 1796

 

Il primo spazio che conquistò in Majani non fu un ufficio. Fu uno sgabuzzino.

Lo svuotò. Lo sistemò. E iniziò a dipingere le pareti di marrone. Marrone cioccolato, naturalmente. Voleva renderlo più accogliente. Più bello. Più suo.

L’entusiasmo però durò poco. Quando suo padre vide quel lavoro, la riportò immediatamente alla realtà. «Questa non è una priorità».

Per lui le priorità erano altre. I numeri. La generazione di cassa. I bilanci. Tutto ciò che permette a un’azienda di continuare a esistere.

Per Vittoria, invece, quello spazio rappresentava qualcosa di diverso. Non era soltanto una stanza. Era il desiderio di lasciare un segno. Di sentirsi parte di una storia. Di trovare il proprio posto all’interno di un’azienda che esiste da più di due secoli.

Ripensandoci oggi, quella scena racconta molto bene l’incontro tra due sensibilità diverse ma complementari. Da una parte chi ha dedicato una vita intera a custodire un’impresa. Dall’altra una ragazza che sente di poter contribuire aggiungendo nuove energie, nuove idee e nuovi linguaggi.

Vittoria Mezzadri Majani rappresenta la nona generazione della famiglia che guida Majani dal 1796. Un dato che potrebbe intimorire chiunque. Eppure, ascoltandola, la parola che torna più spesso non è tradizione. È entusiasmo.

Quando racconta il proprio ingresso in azienda non usa il linguaggio di chi sente di dover raccogliere un’eredità o dimostrare qualcosa. Usa quello di chi ha trovato il posto in cui desidera essere. «Per il momento me la sto vivendo con passione e voglia di andare avanti nel migliore dei modi, ma con leggerezza».

Una leggerezza che non nasce dall’incoscienza, ma dalla libertà con cui è arrivata a questa scelta. Nessuno l’ha mai obbligata a entrare in azienda. Ci è arrivata da sola. Ed è probabilmente questo che le permette oggi di guardare al futuro di Majani con curiosità prima ancora che con responsabilità.

Di storia, a casa Majani, ce n’è parecchia. Tutto inizia a Bologna nel 1796, quando i fratelli Francesco e Romualdo Majani rilevano un piccolo laboratorio di dolci vicino a Piazza Maggiore. Da allora sono passati duecentotrent’anni, nove generazioni e alcune intuizioni che hanno lasciato un segno nella cultura del cioccolato italiano.

Nel 1832 nasce la Scorza, considerata la prima cioccolata in forma solida realizzata in Italia. Nel 1911 arriva il Cremino Fiat, creato per celebrare il lancio della Fiat Tipo 4 e destinato a diventare uno dei prodotti più iconici dell’azienda. Nel 1985 Francesco Majani salvo l’azienda dal fallimento, riportandola sotto il pieno controllo della famiglia, garantendone il futuro.

Una storia lunga. Ma per Vittoria la domanda interessante non riguarda ciò che è stato. Riguarda ciò che verrà.

Tra pochi giorni, dal 12 al 14 giugno, sarà tra gli speaker della seconda edizione del  Timeless Festival di Sarzana, una manifestazione dedicata ai brand capaci di attraversare il tempo mantenendo viva la propria identità. Un tema che conosce molto bene. Perché la domanda che la accompagna ogni giorno entrando in azienda è semplice solo in apparenza: come si aggiunge futuro a una storia iniziata nel 1796?

La risposta che si è data non passa dalle rivoluzioni. Passa dalle persone. Dalle relazioni. Dal modo in cui un’azienda riesce a raccontarsi.

Dopo il liceo linguistico si trasferisce a Losanna per frequentare l’EHL – École Hôtelière de Lausanne, considerata una delle università più prestigiose al mondo nel campo dell’hospitality management. Un percorso che la porta a confrontarsi con realtà internazionali e che le lascia una convinzione ancora oggi molto presente. Le persone non scelgono soltanto un prodotto. Scelgono un’esperienza. Un’atmosfera. Un’identità. Un racconto.

Quando rientra a Bologna nessuno la obbliga a entrare in azienda. Nessuno le impone un percorso già scritto. Ci arriva da sola. E oggi, pur occupandosi principalmente di marketing e comunicazione, fatica ancora a definirsi attraverso un ruolo. Preferisce un’altra parola. Ambasciatrice. Una persona che rappresenta qualcosa in cui crede.

A un certo punto trova le parole che riassumono tutto. «Io rappresento quel buco che c’era di futuro».

È una frase pronunciata quasi di sfuggita. E proprio per questo colpisce. Perché non parla di successione. Non parla di innovazione. Non parla di cambiamento. Parla di aggiungere qualcosa che prima non c’era. Portare uno sguardo nuovo accanto a ciò che già esiste.

È una dinamica che emerge anche nei piccoli episodi quotidiani. Come quando parla di brand awareness e suo padre, che non ama particolarmente l’inglese, le chiede con genuina curiosità: «Ma chi è Brenda?»

La battuta la diverte ancora oggi. Ma dietro quel momento si nasconde qualcosa di più profondo. Due generazioni che guardano la stessa azienda da prospettive diverse. Chi ha imparato che senza solidità economica non esiste futuro. E chi prova ad affiancare a quella solidità una maggiore apertura, una comunicazione più contemporanea e una presenza più forte nel mondo. Non per cambiare l’identità di Majani. Per renderla più visibile. Più vicina. Più conosciuta.

Per questo Vittoria ha deciso di metterci la faccia. Ha preso in mano i social aziendali e ha iniziato a raccontare ciò che accade dietro le quinte. Lo fa con il telefono in mano, senza produzioni elaborate e senza costruzioni artificiali. Intervista i collaboratori, mostra la vita quotidiana dell’azienda, entra nei reparti produttivi, racconta le persone che ogni giorno contribuiscono a realizzare il cioccolato Majani.

Molti dei video li gira e li monta da sola. E il fatto che stiano funzionando più di quanto immaginasse le conferma una convinzione semplice: l’autenticità continua a essere uno dei linguaggi più potenti.

Lo stesso sguardo emerge quando parla del cioccolato. Negli ultimi anni il settore ha attraversato una fase complessa. I costi delle materie prime sono aumentati, il cacao è diventato un tema sempre più delicato e i consumatori hanno iniziato a percepire il cambiamento.

Lei però ha avuto l’opportunità di visitare alcune piantagioni e di vedere con i propri occhi ciò che accade molto prima che una tavoletta arrivi sugli scaffali.

È stata un’esperienza che le ha cambiato prospettiva. Perché dietro un cioccolatino esistono competenze, passaggi produttivi, conoscenze agronomiche e una complessità che spesso sfuggono a chi lo consuma.

Da allora sente ancora più forte il desiderio di raccontare il valore di questo mondo. Di spiegare che il cioccolato non è soltanto una golosità. È una cultura. È una filiera. È un sapere costruito nel tempo.

Tra tutti i prodotti che hanno attraversato la storia di Majani, quello a cui sembra più legata non è il celebre Cremino Fiat. È la Scorza. Un sottilissimo foglio di cioccolato fondente che viene arrotolato su sé stesso e che l’azienda realizza ancora oggi seguendo una ricetta nata nel 1832. Il prodotto più antico. Il più identitario.

Quando ne parla, Vittoria sorride. Del resto quella ricetta attraversa quasi due secoli di storia senza cambiare la propria essenza. La riconosci al primo assaggio.

Ed è difficile immaginare un’immagine più efficace per raccontare ciò che sta cercando di fare. Custodire ciò che rende Majani unica, e trovare un modo nuovo per farlo conoscere al mondo.

#ToBeContinued
Andrea Bettini