
Business Development di International Care Company (ICC)
«Lei è la figlia dell’Ing. Gualtiero Ventura.»
Per anni basta questa frase.
La pronunciano clienti, partner, persone che hanno conosciuto suo padre molto prima di conoscere lei. A volte è un sorriso. Altre volte è un attestato di stima. Più spesso è una fiducia concessa ancora prima che inizi una conversazione.
Ogni volta Giorgia Ventura avverte lo stesso pensiero. Quella fiducia appartiene a qualcun altro. Il compito della sua generazione consiste nel meritarsela.
Entrare nell’azienda di famiglia avrebbe potuto rappresentare la scelta più semplice. Per lei diventa la più impegnativa.
Prima vive un’altra vita professionale. Studia Economia all’Università Cattolica di Milano, completa un’esperienza formativa a Berkeley e trascorre diversi anni nel settore della moda. In Zanellato sviluppa il business internazionale tra Europa, Russia e Asia. Costruisce un percorso autonomo, lontano dalla casa in cui il lavoro è sempre stato un argomento quotidiano. Poi, nel 2019, sceglie di tornare.
La decisione arriva nel momento in cui il padre ha già compiuto quella più difficile: cedere la compagnia assicurativa Filodiretto e ripartire dalle origini, concentrandosi esclusivamente sull’assistenza alle persone attraverso International Care Company.
Molti avrebbero interpretato quel ritorno come un approdo naturale. Lei continua ancora oggi a viverlo come una responsabilità.
«Entrare nell’azienda di famiglia non era una facilitazione. Era un impegno enorme.»
Ogni impresa nasce da un’intuizione. Quella di Gualtiero Ventura arriva nel cuore della notte, mentre un violento attacco di calcoli renali lo costringe a mettersi alla guida per raggiungere il pronto soccorso. Durante quel tragitto prende forma una domanda destinata a cambiare la sua vita: «Perché nessuno può venire ad aiutarmi? »
Inizia così un’avventura costruita insieme alla moglie. Lei risponde al telefono. Lui svolge i turni di notte. Giorno dopo giorno nasce una realtà destinata a diventare un punto di riferimento nazionale.
Molte innovazioni arrivano quando ancora sembrano impossibili. Il soccorso satellitare in automobile alla fine degli anni Ottanta. Le videochiamate medico-paziente quando internet appartiene ancora a pochi. Una rete internazionale capace di assistere le persone ovunque si trovino.
L’innovazione, in quella famiglia, non coincide mai con la tecnologia. Comincia sempre da una domanda molto semplice: «Come possiamo aiutare meglio qualcuno?»
Oggi quella domanda continua a risuonare negli uffici di International Care Company. La centrale operativa lavora ventiquattr’ore su ventiquattro. Ogni telefonata porta con sé un’urgenza diversa. Una consulenza medica. Un rimpatrio sanitario. Una persona bloccata dall’altra parte del mondo.
Il servizio cambia. La responsabilità resta identica.
«Noi risolviamo problemi.» È una frase che Giorgia ripete più volte, e ogni volta mette l’accento sulla stessa parola. Persone.
Dietro ogni dossier c’è qualcuno che, in quel momento, vive il proprio problema come il più importante del mondo. La tecnologia accelera. L’empatia continua a fare la differenza.
Nel frattempo cambia anche la famiglia. Oggi i fratelli Ventura lavorano tutti insieme. Guja guida la direzione operativa. Alisée segue marketing e comunicazione. Andrea porta la sua esperienza economico-finanziaria nello sviluppo del business, e Giorgia, coordina la crescita commerciale.
Il padre resta presente, osserva, suggerisce, interviene quando serve. Il passaggio generazionale non assomiglia a una staffetta. Somiglia piuttosto a una lunga conversazione. Cinque punti di vista intorno allo stesso tavolo. Cinque sensibilità diverse. Cinque modi di guardare il futuro.
A pranzo si parla ancora di lavoro. La madre, ogni tanto, interviene con una sola richiesta. «Basta». Qualche minuto dopo la conversazione ricomincia.
L’ingresso della nuova generazione porta idee, linguaggi ed esperienze maturate altrove.
Giorgia conosce bene il rischio che accompagna ogni organizzazione di successo. «Abbiamo sempre fatto così». Per questo considera prezioso il confronto. Anche quando significa discutere. Anche quando significa scontrarsi.
Le decisioni migliori, racconta, raramente nascono da una sola testa. Nascono dall’ascolto reciproco.
Quando prova a raccontarsi, Giorgia utilizza un’espressione insolita: «Ho la schiena dritta.»
Dentro queste quattro parole trova posto gran parte del suo modo di stare al mondo. La determinazione. L’onestà. La capacità di distinguere ciò che conta davvero dal rumore di fondo. La scelta di costruire rapporti destinati a durare nel tempo. La convinzione che la credibilità si accumuli molto lentamente e possa disperdersi in un attimo.
Sono gli stessi principi che ha respirato fin da bambina. Gli stessi che oggi prova a trasformare nel proprio modo di fare impresa.
Fra poco quella storia compirà quarant’anni. Le candeline, però, raccontano soltanto il tempo trascorso. Molto più interessante è il desiderio che Giorgia affida al futuro.
Vorrebbe che International Care Company continuasse ad arrivare un momento prima degli altri, riconoscendo bisogni ancora invisibili e trasformando l’innovazione in un modo concreto di prendersi cura delle persone.
In fondo è questa l’eredità più difficile da custodire. Perché un’azienda può essere tramandata. Una reputazione, invece, va conquistata ogni giorno.
#ToBeContinued
Andrea Bettini