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Come usare lo storytelling per potenziare una campagna di crowdfunding

Mi hanno chiesto come lo storytelling può essere utilizzato all’interno di una campagna di crowdfunding. Ne sono usciti un po’ di appunti che penso utilizzerò in uno dei miei prossimi interventi. Di seguito qualche anticipazione. 

 

1. Cambio di soggettiva
Smetti di amare la tua idea ed inizia a farla amare. È il primo passo per condividere una storia. Questo non vuol dire perdere l’entusiasmo nei confronti del proprio progetto, ma capire che per la sua realizzazione hai bisogno di un amore condiviso da più persone.

2. Chi sono i tuoi “lettori”?

Fatta propria questa consapevolezza, inizia a capire chi potrebbero essere coloro con i quali condividere questa straordinaria storia. Non limitarti ad un’analisi dei consumatori vai oltre. Siamo in una fase di raccolta fondi. Coloro che possono contribuire economicamente alla realizzazione della tua idea non è detto che automaticamente saranno anche dei consumatori del tuo prodotto/servizio. Dagli un motivo (almeno uno) perché dovrebbero sentirsi parte della tua storia. Contribuirne alla sua realizzazione.

3. Coerenza con differenza

Sembra un gioco di parole, in realtà è un passaggio delicato. Tu ora sai che hai una storia da raccontare, devi capire come e con che strumenti. Sul come ci arriveremo dopo, ora concentriamoci attraverso quale media. Già perché ogni strumento utilizza un sua grammatica. Testo, video e fotografia (senza citare i social) adottano delle tecniche di narrazione differenti. Non è necessario fare una scelta univoca, anzi molto spesso l’efficacia maggiore si ha utilizzando strumenti diversi. L’importante è che ci sia coerenza. La storia è unica, sono le tecniche ad essere differenti.

4. Che la storia abbia inizio

Forse non te ne sei accorto, ma la storia è già iniziata. È iniziata nel momento stesso in cui per la prima volta quel tuo pensiero ha preso forma nella veste di appunti sparsi di una nuova opportunità imprenditoriale da realizzare. Ci sono delle regole da seguire nella stesura di questo canovaccio? Certo, forse più che regole sono delle fondamentali accortezze come:

a) i protagonisti: ricordati che dietro ad ogni impresa ci sono delle persone, parti da loro;
b) immedesimazione: in ogni storia devono esserci degli elementi dove chi ti “legge” si riconosca;
c) tra immaginazione e realtà: spesso un’idea di business ha la componente innovativa, ma se è innovativa veramente vuol dire che ancora non esiste. La storia deve rendere tangibile che cosa si può fare con il tuo nuovo prodotto o servizio;
d) meno tecnicismi e più emozioni: anche qualora fosse che la tua idea sia basata su una forte componente tecnica, dimenticala, non devi realizzare un video legato alla produzione, l’unica produzione che t’interessa in questo momento sono le emozioni;
e) coerenza: tra la tua idea di business e i valori che essa rappresenta;
f) finale aperto, perché no?: in fondo tutte le storie hanno un inizio, ma non una fine. Suscita la curiosità di sapere come continuerà la storia una volta raggiunti i fondi per svilupparla.