
Il rasoio era sempre lì.
Allegra Violante ha l’abitudine di fermarsi su dettagli che gli altri ignorano.
Lo faceva a diciassette anni, quando lasciò il Veneto per trascorrere un anno in Australia. Lo avrebbe fatto più tardi negli Stati Uniti, dentro una startup americana dove imparò a osservare prodotti, persone e mercati. E lo fece anche davanti a un oggetto che milioni di persone utilizzano ogni giorno senza pensarci troppo.
Un rasoio. Non in bella vista sul bordo del lavandino. Non accanto allo spazzolino, come accade spesso nei bagni degli uomini. Era nascosto. In un cassetto. Dietro una confezione. Appeso in un angolo della doccia. In un posto qualsiasi che lo rendesse invisibile.
Se ne accorge durante una serie di interviste che sta conducendo insieme alla madre. Ne fanno decine. Poi centinaia. Parlano con donne di età diverse, abitudini diverse, storie diverse. Cercano di capire come vivono la depilazione, quali prodotti utilizzano, cosa funziona e cosa invece manca.
A un certo punto emerge un dettaglio che continua a ripetersi. Quel gesto quotidiano, così diffuso e apparentemente banale, è accompagnato da una sorta di invisibilità. Il rasoio esiste, viene utilizzato, fa parte della routine di milioni di persone. Eppure raramente viene lasciato in vista.
Per molti sarebbe soltanto una curiosità. Per Allegra diventa una domanda. Perché?
È una domanda semplice. Eppure, spesso, le imprese nascono proprio così. Da una domanda che gli altri considerano irrilevante.
Molto prima che esistesse Fler, molto prima dei punti vendita, degli investitori, delle campagne televisive e dell’espansione internazionale, c’era una ragazza con una curiosità difficile da contenere.
Dopo l’esperienza australiana sceglie gli Stati Uniti. Consegue un MBA ed entra in una startup nel settore fitness. L’azienda è piccola. Il team ancora di più. Si occupa principalmente di marketing, ma in realtà osserva tutto.
Osserva il fondatore mentre prepara i pitch per gli investitori. Osserva come si costruisce un prodotto. Osserva come si crea una community. Osserva soprattutto quell’ecosistema imprenditoriale americano in cui le idee sembrano muoversi più velocemente delle persone.
È lì che scopre un modo diverso di fare impresa. Ed è lì che sviluppa un’abitudine che ancora oggi la accompagna: guardare dove gli altri passano oltre.
In quel periodo inizia a interessarsi al mondo del beauty e del personal care. Alcuni nuovi brand americani stanno cambiando le regole del gioco. Non vendono semplicemente prodotti. Vendono identità, appartenenza, linguaggi. Riescono a trasformare oggetti comuni in esperienze desiderabili.
Poi succede qualcosa di apparentemente insignificante. Ha bisogno di acquistare un rasoio. Entra nei grandi supermercati americani. Scaffali enormi. Decine di prodotti. Confezioni colorate. Messaggi ripetuti. Più osserva quella categoria, più percepisce una distanza.
Mentre altri segmenti del beauty stanno evolvendo rapidamente, il mondo della depilazione sembra rimasto fermo. I prodotti assomigliano a quelli di anni prima. La comunicazione segue gli stessi schemi. L’esperienza appare puramente funzionale.
Niente che faccia venire voglia di appartenervi. Niente che sorprenda. Niente che emozioni.
Da quel momento inizia a studiare il settore. Analizza aziende, modelli di business, comportamenti di acquisto. Scopre Dollar Shave Club, la startup che aveva rivoluzionato il mercato americano introducendo il modello in abbonamento per le lamette. Approfondisce numeri, strategie, dinamiche competitive.
Più entra nel dettaglio, più vede una possibilità. La categoria è enorme. Dominata da pochi grandi player. Frequentata da milioni di persone ogni giorno. Eppure qualcosa continua a mancare.
Un giorno racconta tutto questo alla madre.
Francesca Accordi ha alle spalle una lunga esperienza imprenditoriale. Ha appena concluso un importante percorso professionale e da tempo propone alla figlia di costruire qualcosa insieme.
Allegra le racconta di quella startup americana. Del modello in abbonamento. Del mercato. Delle opportunità. La risposta arriva quasi immediatamente.
«In Europa non c’è niente. Potremmo farlo noi.» A volte le grandi svolte assomigliano più a una conversazione in famiglia che a un piano industriale.
Da quel momento comincia un lavoro paziente. Interviste. Focus group. Questionari. Confronti continui con potenziali clienti.
Più ascoltano le persone, più emerge un elemento inatteso. Il problema non riguarda soltanto il prodotto. Riguarda il modo in cui quel prodotto viene percepito.
La depilazione è spesso raccontata come una necessità. Un obbligo. Una pratica da svolgere rapidamente.
Allegra vede la possibilità di riscrivere quella narrazione. Se tutti stanno progettando strumenti, lei vuole progettare un’esperienza. Se tutti stanno producendo oggetti da nascondere, lei vuole crearne uno da lasciare in vista.
Nasce così l’idea che guiderà tutto il progetto. Realizzare un rasoio che assomigli più a un oggetto di design che a un semplice accessorio da bagno. Un piccolo gioiello quotidiano. Un oggetto capace di cambiare la percezione stessa della categoria.
Per arrivarci servono mesi di ricerca, test e sviluppo. Servono fornitori. Servono prototipi. Servono decine di prove. Nel frattempo Allegra continua a vivere negli Stati Uniti e a lavorare. Le giornate sono dedicate alla startup americana. Le sere, le notti e i weekend a quello che ancora non ha un nome definitivo, ma che sta lentamente prendendo forma.
Poi arriva il momento della scelta.
Gli Stati Uniti le hanno dato molto. Un lavoro che ama. Un ambiente in cui si sente a casa. Un ecosistema che continua a stimolarla ogni giorno. Eppure qualcosa, dall’altra parte dell’oceano, continua a chiamarla.
Nell’estate del 2021 vende la macchina. Chiude l’appartamento. Riempie le valigie. Sale su un aereo con una convinzione ancora più pesante dei bagagli: quell’idea merita una possibilità.
Pochi mesi dopo nasce Fler. Il manifesto è semplice: “I peli sono tuoi, la decisione anche”. Più che uno slogan, è una dichiarazione di libertà.
Fler arriva sul mercato con una visione precisa: trasformare la depilazione in un momento di cura personale, con un approccio più sostenibile, inclusivo e consapevole.
All’inizio il modello è quasi interamente digitale. E-commerce. Abbonamenti. Community. Ascolto continuo dei clienti. Poi accade qualcosa che cambia la traiettoria dell’azienda.
Arriva il retail. Prima Pinalli. Poi Rinascente. Poi Boots. Poi nuovi partner. Punto vendita dopo punto vendita, Fler trova spazio in una categoria che fino a quel momento pochi avevano provato a reinterpretare con un linguaggio diverso.
La crescita accelera. Entrano investitori. Arrivano nuove risorse. Il brand si rafforza. La presenza si estende.
Oggi i prodotti Fler sono presenti in quasi mille punti vendita tra Italia ed Europa e il marchio ha iniziato il proprio percorso di espansione negli Stati Uniti.
Nel frattempo Allegra continua a fare ciò che ha sempre fatto. Ascoltare. Ogni nuovo prodotto nasce da survey, test, confronti con la community. Alcuni progetti vengono modificati. Altri vengono fermati. Altri ancora ripensati completamente. Come il nuovo deodorante ricaricabile.
L’idea iniziale prevedeva un formato diverso. La community chiede altro. Il team ascolta. Riparte quasi da zero. Cambia direzione.
Per Allegra il prodotto giusto non nasce dentro una sala riunioni. Nasce dall’incontro tra intuizione e ascolto.
Quando parla di successo, sorprendentemente, il discorso si allontana quasi subito dai prodotti. Si sposta sulle persone. Sui collaboratori che crescono. Sulle responsabilità che imparano a sostenere. Sulle soddisfazioni che conquistano.
Oggi il team conta quindici persone, molte delle quali giovani. Vederle crescere è ciò che la emoziona di più. È lì che riconosce il significato più profondo dell’impresa. Non costruire soltanto un brand. Costruire persone. Probabilmente perché lei stessa è cresciuta così. Attraverso la fiducia ricevuta. Attraverso la possibilità di sperimentare. Attraverso la libertà di sbagliare.
Anche il rapporto con la madre segue questa traiettoria.
Lavorare insieme non elimina le differenze. Le rende più evidenti. Ogni tanto discutono. A volte si scontrano. Ma nel tempo hanno costruito qualcosa che va oltre il semplice rapporto professionale. Una fiducia reciproca rara.
Da Francesca ha imparato l’arte della negoziazione e la convinzione che ogni problema possa essere scomposto fino a diventare affrontabile. Un pezzo alla volta. Una soluzione alla volta.
Dall’altra parte, Allegra ha portato curiosità. La voglia costante di guardare oltre il confine. Di osservare cosa accade nel mondo. Di continuare a imparare.
Qualche mese fa è tornata negli Stati Uniti per accompagnare il lancio di Fler sul mercato americano. Erano passati anni dall’ultima volta. Camminando tra quelle strade che avevano visto nascere l’idea, ha probabilmente percepito la distanza percorsa.
Tutto era iniziato lì. Da una startup. Da uno scaffale. Da una domanda.
Oggi il percorso la sta riportando nello stesso luogo, questa volta da imprenditrice. Eppure la sensazione è che il punto più interessante non sia il cerchio che si chiude. Sia quello che continua ad allargarsi.
Perché Allegra Violante appartiene a quella categoria di imprenditori che vedono possibilità dove altri vedono abitudini. Che osservano dettagli trascurabili e li trasformano in domande. Che trasformano domande in idee. E idee in imprese.
In fondo, tutto è partito da un oggetto nascosto in un cassetto. Lei ha deciso di guardarlo meglio. Da quel gesto è nato un brand.
Oggi, mentre Fler continua a crescere e ad allargare il proprio orizzonte, la sua ambizione resta la stessa che l’accompagnava quando attraversava il mondo con uno zaino sulle spalle e una curiosità difficile da contenere.
Lasciare un’impronta. Non soltanto nei mercati che conquista. Nelle persone che crescono lungo il cammino.
#ToBeContinued
Andrea Bettini