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I poli opposti non si attraggono, nelle imprese

I poli opposti non si attraggono, nelle impreseC’è un tema ricorrente nella narrazione d’impresa. È quello che accade quando si inizia un percorso di messa a fuoco della propria identità, definendo il sistema valoriale e i principi di cultura d’impresa caratterizzanti l’impresa medesima. È in quel preciso istante che si presentano interrogativi sopiti e dubbi rimossi. “Ma io mi sento parte di questa organizzazione?”, “C’è corrispondenza tra ciò che sono e ciò che rappresenta questa impresa?”, sono solo alcune delle domande iniziali che possono emergere fino a giungere all’essenza stessa dell’intera questione “Ne vale la pena?”. Nella maggior parte dei casi la motivazione economica, seppur sistematicamente citata da tutti, risulta essere una condizione necessaria, ma decisamente non sufficiente per sanare insoddisfazioni e frustrazioni profonde.

Quel sentirsi parte di una storia comune o c’è o non c’è. Non ci sono vie di mezzo. Non esistono gradazioni e intensità differenti di questo aspetto. A prescindere dal proprio ruolo in azienda, il sentirsi “abbastanza coinvolti” non può essere considerato un fattore positivo. È per questo che i poli opposti, almeno nelle organizzazioni aziendali, non possono attrarsi mai. Per poli opposti si intendono le fondamenta comuni. Quei principi cardini che fanno sì che un’impresa possa evolvere. Quelle affinità, accompagnate da comportamenti e azioni, in grado di far sì che tutti gli appartenenti alla suddetta impresa si muovano all’unisono verso la medesima direzione. Forse solo allora si potrà giungere al quel sistema armonico in grado di affrontare problematiche quotidiane e soprattutto le grandi sfide sul piano evolutivo ed innovativo per un’impresa.

La narrazione più potente è questa. Dove in maniera autentica emerge l’anima di un’impresa e quest’anima è l’insieme delle persone che vivono (e fanno vivere) un’organizzazione e non sono semplici comparse. È da questa appartenenza, a prescindere dalle differenze caratteriali e di compiti, che poi si può straordinariamente trasferire all’esterno questo racconto. Perché solo allora questa storia diventerà attrattiva anche per tutti gli stakeholder esterni e sarà il volano in grado di far accadere le cose. D’altronde il successo non è questo?