
Ogni impresa nasce da una scelta. A volte richiede mesi di analisi. Altre prende forma dentro una riunione, un business plan, una trattativa. Per Elena Gaboardi e Mario Martinoli tutto comincia con una domanda (e una contestuale risposta).
«Perché non apriamo una società?»
«Perché no.»
È il 1999. Entrambi lavorano nella stessa società di consulenza a Milano. Elena si occupa di analisi economica e competitiva. Mario arriva da una laurea in ingegneria, ma da sempre divide il suo tempo con un’altra passione che continua a coltivare professionalmente: la musica. Suona il clavicembalo, tiene concerti, attraversa con naturalezza due mondi che molti considererebbero inconciliabili.
L’idea nasce quasi con la leggerezza di una conversazione. Dentro quella semplicità c’è già il loro modo di guardare il futuro.
Nella società in cui lavorano esiste un’attività che suscita poco interesse. Riguarda la comunicazione della ricerca scientifica europea: aiutare la conoscenza a uscire dai laboratori, trovare linguaggi capaci di renderla comprensibile, creare connessioni tra chi produce ricerca e chi potrà beneficiarne.
Quando quel percorso viene accantonato, Elena e Mario decidono di raccoglierlo. Continuarlo.
Ancora oggi evitano di parlare di spin off. Preferiscono definirlo uno spin on. Una storia che prosegue, cambia forma e trova una direzione nuova senza rompere con quella precedente.
Quel modo di iniziare racconta molto anche di tutto ciò che verrà dopo.
Fin dall’inizio scelgono di guardare lontano. Il primo progetto nasce insieme all’École des Mines di Parigi, una delle istituzioni scientifiche più autorevoli d’Europa. È un modo per stabilire un principio destinato a rimanere nel tempo: la qualità delle relazioni determina la qualità delle opportunità.
Negli anni ICONS cresce dentro l’ecosistema europeo della ricerca, contribuendo a trasformare risultati scientifici in strumenti, linguaggi e occasioni di dialogo con la società. La Commissione Europea, EFSA, EBA e decine di partenariati internazionali diventano parte di un percorso costruito con la stessa convinzione: la conoscenza produce valore quando riesce a raggiungere qualcuno.
Anche il cambiamento, però, segue una regola precisa.
Elena sorride quando racconta che ICONS non si è mai innamorata dei propri prodotti. Ogni volta che un progetto diventa consuetudine, arriva il momento di immaginare ciò che ancora manca.
Mario osserva lo stesso fenomeno da un’altra prospettiva. Negli anni alcuni strumenti sviluppati da ICONS vengono imitati, ripresi, adattati. La reazione non è mai quella di difendere un’idea. Chi copia sta semplicemente confermando che quella direzione aveva intuito qualcosa prima degli altri.
Nel frattempo, il lavoro continua. Verso un’altra idea. Verso un’altra possibilità.
Questa disponibilità a lasciare andare ciò che funziona per costruire ciò che ancora non esiste attraversa tutta la loro storia. Riguarda i progetti. Riguarda l’organizzazione. Riguarda il modo stesso di fare impresa.
Dentro ICONS le idee non seguono una gerarchia. Seguono la loro capacità di generare valore. Le persone arrivano da Paesi diversi, parlano lingue diverse, lavorano su temi che cambiano continuamente: salute, energia, agricoltura, cultura, innovazione sociale, trasformazione digitale. Ogni progetto diventa l’occasione per imparare qualcosa che il giorno prima ancora non apparteneva al proprio vocabolario.
Mario utilizza un’immagine che racconta bene questa cultura. Un playground. Uno spazio nel quale le regole esistono, rendono possibile il gioco e lasciano spazio all’iniziativa. Le idee possono nascere ovunque. Crescono attraverso il confronto. Cambiano strada. Talvolta superano perfino quelle immaginate dai fondatori.
È una cultura costruita più sui processi che sugli eventi. Più sulla fiducia che sul controllo. Più sulle domande che sulle risposte.
Con il tempo quella stessa visione si allarga oltre la ricerca scientifica. La musica, che accompagna Mario fin da ragazzo, entra naturalmente nella storia di ICONS attraverso la Theresia Orchestra e, successivamente, la European Union Baroque Orchestra. Giovani musicisti provenienti da tutta Europa trovano borse di studio, percorsi di formazione e occasioni concrete per trasformare il talento in una professione.
A prima vista sembrano due mondi lontani. La ricerca scientifica. La musica. In realtà condividono la stessa responsabilità.
Far crescere il capitale umano. È una delle espressioni che Elena e Mario utilizzano più spesso. Non come slogan. Come criterio con cui prendere decisioni.
Anche le risorse seguono la stessa logica. Mario ricorre a un’immagine semplice. Una pila dimenticata in un cassetto, con il passare del tempo, perde energia. Anche il talento. Anche la conoscenza. Anche il denaro.
Ogni risorsa acquista significato quando entra in relazione con qualcuno, quando crea opportunità, quando contribuisce a far crescere altre persone. Da questa idea nasce anche la loro scelta di essere una fondazione operativa. Le risorse non rappresentano un punto di arrivo. Diventano uno strumento. Il valore non coincide con ciò che si trattiene. Coincide con ciò che si rende possibile.
Guardando al futuro, Elena e Mario evitano di immaginare chi prenderà il loro posto. La domanda che li accompagna è un’altra. Quale cultura continuerà a vivere quando loro non ci saranno più?
La risposta non passa attraverso un successore designato. Passa attraverso persone capaci di interpretare quei valori con sensibilità nuove, idee nuove, strade nuove.
Le idee hanno un destino curioso. Quando vengono trattenute finiscono per assomigliare a un archivio. Quando vengono condivise, iniziano a vivere una vita propria.
Da oltre venticinque anni Elena Gaboardi e Mario Martinoli fanno esattamente questo. Mettono in circolo conoscenza, opportunità, relazioni, talento. Sapendo che il giorno in cui ICONS continuerà a crescere senza avere più bisogno di loro, avranno costruito la loro impresa più importante.
#ToBeContinued
Andrea Bettini