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Il futuro passa dalle persone in grado di costruirlo

Di saggi sulla leadership traboccano le librerie. Anche testi sull’importanza delle persone all’interno delle organizzazioni aziendali non mancano. Quello che manca spesso è la capacità di tramutare in azioni i buoni propositi e mantenere, alimentare e amplificare, quell’atteggiamento costruttivo in grado di dare la giusta definizione al successo: far accadere le cose. Quella che vi stiamo per raccontare è il dietro le quinte di una storia imprenditoriale straordinaria. Dove fatturato ed EBITDA ne consacrano il valore economico creato, ma che forse non ne dettagliano le sfumature più importanti, quelle legate a come si arriva a tali risultati. L’azienda della quale vi stiamo parlando oramai è un gruppo il cui nome è Somec. A capo di questo gruppo c’è un uomo verso il quale punteremo il riflettore per capire l’importanza di avere un team di persone  in grado di condividere un sogno e capace di darne concretezza. Questo uomo si chiama Oscar Marchetto e questa storia nasce da un incontro con lui.

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Oscar MarchettoEntrando nel suo ufficio, all’interno del quartier generale di San Vendemiano nella provincia di Treviso, si possono scorgere già alcuni dettagli. Le vetrate accolgono a braccia aperte la luce che entra prepotentemente nella stanza. Mentre il sole allo zenit dispensa energia e calore. Appare tutto come una celebrazione della vita. Forse lo è. Perché in quell’ambiente si respira vitalità. Ci sono altri due elementi che fanno del nostro interlocutore la giusta persona da incontrare per chi si occupa di narrazione d’impresa: la sua passione per i motori, manifestata nei tanti modellini di auto sparsi nella libreria alla sue spalle, ma in particolar modo per un modello scala 1:1 di una straordinaria due ruote d’annata; ma c’è pure una colonna sonora, una musica che si diffonde dagli altoparlanti di un televisore, che più che un sottofondo, diventano note in grado di sottolineare alcuni passaggi di un dialogo che sta per iniziare.
C’è un ultimo fondamentale elemento. Questo si chiama gentilezza, merce rara, ed è bagaglio naturale di una persona che non è lì solo per parlar di sé, ma è soprattutto lì per ascoltare e conoscere chi ha di fronte. Questa è una caratteristica innata di Oscar Marchetto e forse è anche una delle doti che gli permette di capire, in tempi decisamente brevi, le persone, scegliere i suoi collaboratori e creare legami basati fondamentalmente sulla fiducia.
 
La storia di Oscar è una di quelle che evidenzia i nuovi paradigmi che dovrebbe avere un’imprenditoria moderna: visione sul futuro e capacità di attorniarsi delle giuste persone, in grado di far sì che il domani sia concretamente costruito dalle azioni di oggi. Andrea Pontremoli, CEO e General Manager di Dallara, parla sempre della forza del sogno e della capacità che deve avere un imprenditore di trascinare il suo team nella costruzione di esso. Come il grande Ernesto Sirolli, Founder e CEO di Sirolli Institute, parla di quanto sia fondamentale far presidiare da persone capaci e di fiducia i tre avamposti strategici di un’impresa che sono prodotto, vendita e finanza, e dove l’imprenditore è colui in grado di coordinare e mediare su queste aree differenti, in modo tale che non vadano in contrasto, ma che creino un processo virtuoso di armonizzazione e di crescita. Bene, Oscar Marchetto, queste due capacità le ha entrambe.
 
E pensare che tutto sembrava esaurirsi in quell’estate del 2013, quando s’interrompeva un primo capitolo della sua storia professionale e ne iniziava, forse anche a sua insaputa, un altro ancor più importante. Sembrava difficile fare pronostici così floridi in quel momento. Ci si lasciava alle spalle, un’azienda come Nice, un gioiello nell’automazione per la casa, di cui lui ne era stato uno dei soci fondatori, per ripartire con Somec, una delle aziende che aveva fatto parte della holding del gruppo al quale aveva appartenuto fino ad allora, ma che sembrava non brillare finanziariamente come impresa.  Ma le sfide nella vita non si presentano mai per caso. E quella per Oscar, rappresentava non solo un’opportunità di creare qualcosa d’importante, ma allo stesso tempo di evolvere come professionista e come persona. Lui che arrivava da un percorso da ragazzo che lo aveva portato a fare ciò che più gli piaceva, lavorare con l’elettronica e costruire prodotti che avessero nell’elemento elettrico il loro punto di forza, come i telecomandi dei cancelli Nice che andava a progettare; man mano con il tempo aveva colto che la sua crisalide da uomo di prodotto doveva sempre più trasformarsi nel battito d’ali di una imprenditoria in grado di intraprendere qualcosa di effettivamente importante. Somec ne era l’occasione per procedere in questa meravigliosa trasformazione.
 
Oscar capisce subito che c’è da prendere in mano la direzione dell’azienda. Di progettarne il futuro. Di avere persone in grado di crederci e di farlo. Oscar ha queste capacità sia di vedere il futuro, sia di capire le persone. Per questo richiama a sé due uomini, che ancor prima di straordinari professionisti, sono due Persone di fiducia, dove il maiuscolo della lettera “p” non è lo sgrammaticare un termine, ma un evidenziarne il contenuto e il valore dei due soggetti. Giancarlo Corazza e Alessandro Zanchetta, sono i loro nomi. Capacità di prodotto e di finanza i loro ambiti. A loro Oscar fa una proposta “vi dò le azioni dell’azienda me le pagate con i margini”. Sembrava quasi un atto di fede. Lo era. Perché il crederci lo fai solo di fronte a cose intangibili, in cui la fiducia diventa il fluidificatore in grado di dare concretezza alle cose. Oscar non si ferma a loro. Raduna tutti i dipendenti. Poche parole. Li guarda negli occhi. Dopodiché si passa all’azione. Oscar capisce che occorre concentrarsi su un settore specifico, dove Somec può fare la differenza. Il settore è quello navale, sembra un’altra scommessa, è solo invece un altro tassello per la definizione del futuro. In pochissimo tempo, l’azienda acquisisce importanti commesse per il refting e il restyling delle grandi regine del mare. Somec diventa l’interlocutore per i grandi player mondiali delle navi da crociera nella progettazione e nella realizzazione delle balconate di alluminio e vetro all’esterno delle cabine. I numeri danno ragione. I fatturati pure. Le referenze aumentano e Somec diventa il partner ideale per progetti chiavi in mano nell’allestimento navale. Ma un processo evolutivo ha un inizio, ma non può avere un punto d’arrivo. L’intuizione arriva con uno schizzo sulla carta. Le grandi navi da crociera di per sé non sono altro che grattacieli galleggianti. Oscar ruota di 90° il foglio sul quale è disegnata la sagoma di una nave. Il resto è visione e applicazione. Anche i grattacieli a terra sono pronti per essere realizzati da Somec. Ancora una volta sembra un sogno. Ancora una volta è realtà. Oggi Somec Group è un’impresa altamente specializzata nella realizzazione chiavi in mano di grandi progetti nell’ambito civile e navale. Progettazione, produzione e installazione di involucri vetrati, progetti architettonici speciali, aree pubbliche, cucine professionali, sono alcuni degli ambiti d’intervento.
 
Il tempo trascorso con Oscar Marchetto finisce qui. La sua storia no. Il futuro è ancora tutto da costruire, guardandosi negli occhi, così come fa quando deve selezionare una nuova persona da inserire nel gruppo. D’altronde il futuro passa da qui, dalla fiducia nei propri collaboratori e dalla capacità di far vedere a tutti loro, cosa di grande si possa fare tutti insieme.