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The Land of Venice: il racconto di un territorio che affascina i giovani cinesi

Partiamo da alcune considerazioni. Anche il mondo del turismo deve confrontarsi con nuove dinamiche. C’è il tema dei Millennials più volte oggetto d’interesse e di analisi, con il cambio di preferenze e di paradigmi legati ai motivi che portano queste nuove generazioni a viaggiare. C’è il tema anche di provenienza geografica di un turismo asiatico, in particolar modo cinese, verso il quale si sta puntando gli interessi per capirne le dinamiche e le possibili opportunità.

Ecco alcuni dati (Fonte Qyer.com – 2017) per avere una dimensione di questo fenomeno e le caratteristiche di questi nuovi viaggiatori cinesi, il che cosa cercano:
Il 25% della popolazione Cinese e’ composta da millennials (nati tra 1980-1999), questo segmento di popolazione pesa per il 75% dei viaggi al di fuori della Cina; alcune caratteristiche di questo segmento sono: alto reddito, alta educazione, grande liberta’, viaggi frequenti, alti consumi.
Il 71% dei millennials Cinesi dichiarano di scegliere i loro viaggi in base ai loro interessi personali, come ad esempio: cibo pregiato, architettura, cinema, arte, natura e mari incontaminati.
Il 75% dei millennials viaggia in coppia o con pochi amici, in contrapposizione al viaggio in gruppo classico che oggigiorno presenta forte diminuzione rispetto al totale.
I millennials preferiscono di gran lunga la parte esperienziale del viaggio, dando priorita’ a destinazioni e tour autentici e non standard.
Un gruppo particolare di millennials cinesi sono gli studenti che ogni anno arrivano nelle universita’ e business schools europee, si parla di circa 600,000 in crescita a doppia cifra.
UK e Irlanda ne attraggono circa la meta’, l’italia al momento circa il 10%. Questi sono dati provenienti da recenti ricerche che fanno capo a One Road One Belt, la nuova Via della Seta che Cina ed Europa stanno tessendo per rafforzare scambi commerciali, turismo e cultura in entrambe le direzioni di marcia.

Anche per l’Italia e in particolar modo per una regione come il Veneto tutto ciò può rappresentare un’opportunità. Da un lato per intercettare attraverso una narrazione esperenziale questo pubblico di viaggiatori, dall’altro per ripensare in un’ottica di sostenibilità un turismo che partendo dalle criticità ad esempio di una città come Venezia, possa essere invece un traino per l’intero movimento turistico veneto. Su questo tema abbiamo rivolto qualche domanda a Nicola Farronato, ideatore del concept VCNY Veneto Chinese New Year.

Nicola Farronato VCNY

Quali sono le peculiarità del racconto che affascina questa nuova generazione di viaggiatori?

NF: Autenticità e’ una delle parole chiavi dello storytelling che un millennial cinese cerca o si aspetta. Questo fa rima con esperienza unica nella destinazione, contatto con persone locali e intreccio di culture, ma anche sorpresa e novita’ del viaggio rispetto a destinazioni piu’ note. Un esempio potrebbe essere la rinomata conoscenza di Venezia come una delle citta’ piu’ belle in Italia rispetto alla unicita’ della scoperta di borghi medievali e piccoli paesini di campagna Veneta, magari da scoprire con mezzi alternativi come la bicicletta, la barca o un percorso naturalistico a piedi.

Venezia vive di turismo, ma nello stesso tempo ne è oppressa. Questa domanda turistica come si inserisce in questa contraddizione?

NF: Venezia e’ il centro di attrazione del turismo nella Regione, ma a mio avviso anche una porta di entrata privilegiata rispetto alla scoperta di itinerari meno noti, grazie ad una promozione combinata, complementare e sostenibile. Per fare questo è  auspicabile una regia di fondo che a livello regionale sia in grado di coniugare pubblico e privato in una formula virtuosa capace di creare proposte di incoming fatte su misura per questi segmenti di crescita. Ricordiamoci anche che alcune delle piu’ importanti festivita’ del calendario cinese cadono in momenti di “bassa stagione” veneta, pensiamo al capodanno cinese, che solitamente si posizione post-Natale e pre-Carnevale, o la Golden week di ottobre. Questa complementarieta’ potrebbe probabilmente essere sfruttata a favore di una migliore distribuzione della domanda durante periodi di turismo con piu’ potenziale di accoglienza da parte di Venezia, di conseguenza di altri itinerari della Regione che si potrebbero combinare.
 

Qual è il concetto alla base di VCNY?

NF: VCNY sta per Veneto Chinese New Year, ed ha la visione di proporre una regia  a livello territoriale aggregando varie iniziative che vengono da pubblico e privato rispetto al turismo cinese, a partire dalla occasione del capodanno.
Una della idee per il 2020 e’ quella di realizzare un calendario comune di eventi, intersecati tra loro in maniera armonica, come quelli che avvengono nelle principali citta’ in Europa, che personalmente ho avuto modo di vedere da vicino a Dublino, dove il festival per il capodanno cinese esiste da 10 anni e sta riscuotendo crescenti risultati con un pubblico di oltre 10,000 spettatori.
La nostra idea e’ anche quella di disegnare delle proposte di turismo nuove, pensate e narrate ad hoc per i millennials, capaci di coniugare e combinare la presenza scenica di Venezia con l’autenticita’ di itinerari ed esperienze turistiche della Regione, dalla montagna alla enogastronomia, dai vini alle migliori espressioni di arte, architettura e cultura.