Francesca Biagioli – Accendere la curiosità

Francesca Biagioli, co-fondatrice di Beside Arts & Publishing
Francesca Biagioli, co-fondatrice di Beside Arts & Publishing

 

La curiosità arriva prima dei libri.

Francesca Biagioli cresce a Castenaso, alle porte di Bologna. Se cerca l’origine del rapporto che avrà con l’arte e la cultura, fatica a individuare un momento preciso. Ricorda piuttosto un’attitudine che circolava in famiglia, e che riconosce soprattutto in suo padre: la voglia di guardarsi attorno, scoprire, capire.

«Mio padre era un uomo curiosissimo.»

Da ragazzina quella stessa curiosità comincia a prendere una direzione. Le piacciono i libri e nel fine settimana curiosa volentieri tra gli allegati al giornale comprato in edicola, soprattutto libri e monografie d’arte. Alle superiori incontra una professoressa di Storia dell’arte capace di trasmetterle la propria passione. Quando arriva il momento di scegliere cosa studiare, Francesca ha già capito dove vuole andare.

Arriva il DAMS di Bologna, insieme ai musei, alle mostre, alle ore trascorse a camminare dentro le sale espositive. Un’abitudine che conserva ancora oggi. Se tra un appuntamento e l’altro ha qualche minuto libero, può capitare che entri in una mostra. Anche solo per attraversarne qualche sala, vedere un’opera che non conosceva, aggiungere qualcosa a ciò che già sa.

La cultura diventa così una curiosità che non ha mai smesso di coltivare.

Dopo l’università si trasferisce a Milano. Comincia al Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo. Poi arriva Federico Motta Editore, che successivamente confluisce in 24 ORE Cultura.

Per oltre vent’anni contribuisce a dare forma a libri e grandi mostre. Impara che un’esposizione non nasce quando si aprono le porte al pubblico. Nasce molto prima. Nelle idee. Nella ricerca. Nella costruzione di un percorso capace di trasformare una sequenza di opere in un’esperienza che lasci qualcosa a chi la attraversa.

In quegli stessi anni conosce anche Balthazar Pagani. Lavorano nello stesso gruppo editoriale. Lui segue i libri. Lei le mostre. Condividono il lavoro. Poi la vita. Infine una domanda.

Dopo tanti anni trascorsi a mettere competenze ed energie al servizio di grandi realtà, arriva il momento di chiedersi se quell’esperienza possa diventare qualcosa di proprio.

Più che ricominciare, vogliono continuare. Con un nome tutto loro.

Nel 2021 nasce Beside.
Non nasce per pubblicare libri. Non nasce per organizzare mostre. Nasce per affrontare una domanda che accompagna Francesca da molto tempo: come si accende la curiosità di qualcuno?

La risposta prende forme diverse.

Una graphic novel può raccontare un artista con un linguaggio diverso da quello di un manuale scolastico. Geronimo Stilton può accompagnare i bambini dentro la storia. Una mostra dedicata alle sneakers può diventare un modo per raccontare lo sport, la cultura pop e i cambiamenti della società. La realtà virtuale può riportare Leonardo da Vinci nelle strade di Milano o trasformare una visita al Museo del Risorgimento in un’esperienza immersiva. Non cerca scorciatoie. Cerca nuovi modi di entrare nella cultura.

Cambiano i linguaggi. Resta identico l’obiettivo. Fare in modo che sempre più persone possano sentirla vicina.

Negli ultimi anni Beside ha ideato e sviluppato libri, mostre, format ed esperienze culturali in Italia e all’estero. Ha lavorato con musei, editori e istituzioni, portando avanti una convinzione semplice e tutt’altro che scontata: rigore e accessibilità possono convivere. La divulgazione non perde valore quando raggiunge un pubblico più ampio. Lo acquista.

Anche per questo Francesca osserva con attenzione ciò che succede fuori dal mondo dell’arte. Le idee possono nascere ovunque. Da una conversazione. Da un trend sui social. Da una passeggiata. Da un bambino. Da un aeroporto.

La curiosità, prima di essere un argomento, è un esercizio quotidiano. Ogni progetto nasce così.

Osservare. Mettere insieme connessioni che sembrano lontane. Provare a immaginare una strada nuova.

È un lavoro paziente. Richiede studio, rigore e creatività. Ma richiede soprattutto la disponibilità a lasciarsi sorprendere.
Anche per questo, quando parla del proprio lavoro, evita di separarlo dalla vita.

Con Balthazar continua a condividere idee molto prima che decisioni aziendali. Lo studio in Chinatown, a Milano, non è soltanto un ufficio. È un luogo dove entrano collaboratori, illustratori, autori, curatori, giornalisti. Uno spazio pensato perché le idee possano incontrarsi prima ancora di diventare libri o mostre. In fondo è questo il filo che tiene insieme tutta la sua storia.

La curiosità ricevuta dal padre ha continuato a cambiare forma: prima i libri, poi l’arte, i musei, le mostre, infine il lavoro.

Francesca continua a cercare qualcosa che ancora non conosce e ogni volta che lo trova, prova a costruire un modo perché anche altri abbiano voglia di scoprirlo.

#ToBeContinued
Andrea Bettini