Alessia Piccolo – La lunga salita

Alessia Piccolo, Amministratore Delegato di APG
Alessia Piccolo, Amministratore Delegato di APG

 

Sulle strade del ciclismo c’è un momento preciso in cui la fatica diventa quasi tangibile. La salita si fa più ripida, il respiro si accorcia, le gambe iniziano a perdere ritmo. È proprio allora che, ai bordi della strada, qualcuno urla una parola semplice, quasi istintiva: Alé!

Non è soltanto un incoraggiamento. È una spinta collettiva, un modo per dire continua, anche quando sembra più facile fermarsi.

Quando nel 2013 nasce il marchio Alé, quella parola non viene scelta per caso. Dentro c’è il suono della strada, il respiro del gruppo, il gesto di chi sa che il ciclismo è prima di tutto una prova di resistenza. E, in fondo, dentro quella parola c’è anche la traiettoria personale di Alessia Piccolo.

La sua storia, prima ancora di essere quella di un brand diventato riconoscibile nel mondo dell’abbigliamento ciclistico, è una storia di crescita costruita passo dopo passo.

Non entra in azienda come manager. Non arriva con un ruolo definito o con un piano strategico già scritto. Quando varca per la prima volta la porta della piccola azienda di maglieria a Bonferraro di Sorgà, nel veronese, Alessia ha un diploma in ragioneria e una grande voglia di lavorare.

Inizia dal magazzino, poi passa alla produzione, alla logistica, alla gestione. È un percorso che si costruisce nel tempo, attraversando ogni funzione dell’organizzazione. Anni in cui il lavoro non è solo esecuzione, ma osservazione, apprendimento, comprensione dei processi. Giorno dopo giorno Alessia Piccolo sviluppa qualcosa che diventerà la sua vera forza: una conoscenza concreta della filiera.

Quando oggi prende una decisione, non parla soltanto la CEO. Parlano anche il magazzino, le macchine, i tessuti, le persone che ogni giorno trasformano un’idea in un capo tecnico. Dentro questa traiettoria c’è anche un altro elemento decisivo: la fiducia.

L’azienda fa parte del gruppo della famiglia Zecchetto, una realtà che per oltre trent’anni ha costruito il proprio know-how nella produzione conto terzi per alcuni dei marchi più importanti del ciclismo internazionale. È dentro questa storia industriale che Alessia cresce professionalmente, conquistando progressivamente responsabilità e autonomia.

La fiducia non arriva all’improvviso. Si costruisce nel tempo, attraverso il lavoro. Finché, a un certo punto, quella conoscenza accumulata negli anni apre la possibilità di fare un passo ulteriore.

Il punto di svolta arriva nel 2013, con la nascita di Alé. Fino a quel momento l’azienda aveva costruito la propria solidità nella produzione conto terzi. Con Alé accade qualcosa di diverso: quell’esperienza tecnica prende forma in un marchio proprio, capace di esprimere una visione autonoma.

Il nome è breve, quasi istintivo. È l’incitamento più classico che accompagna le gare ciclistiche: Alé! Alé! Alé!
Dentro quella parola c’è il senso di uno sport fatto di resistenza, ritmo e comunità. Ma c’è anche un’idea precisa: costruire un brand che non sia soltanto tecnico, ma identitario.

Fin dall’inizio Alé sceglie di uscire dagli schemi visivi che avevano dominato per anni l’abbigliamento ciclistico. Colori accesi, grafiche decise, una presenza cromatica forte che rende il ciclista immediatamente riconoscibile sulla strada.

Non è solo una scelta estetica. È prima di tutto una scelta tecnica. L’utilizzo dei colori fluo nasce da una riflessione sulla visibilità e sulla sicurezza del ciclista nello spazio stradale. Il design diventa così parte integrante della funzione: un linguaggio visivo che rende chi pedala più presente nello spazio pubblico.

Nel tempo questo approccio si traduce in un equilibrio sempre più preciso tra ricerca tessile, ergonomia e ingegneria del capo tecnico. Ogni dettaglio è pensato per accompagnare il gesto sportivo nel modo più naturale possibile.

Uno dei passaggi più significativi riguarda il prodotto femminile. Per anni l’abbigliamento ciclistico ha seguito una logica semplice: progettare per l’uomo e poi adattare il capo al corpo della donna. Con Alé accade il contrario. Si decide di ripartire da zero, progettando i capi a partire dal corpo femminile e dalle sue specificità. Una scelta di prospettiva, dal momento che oggi una parte importante del catalogo è dedicata al mondo femminile. Un segnale chiaro di quanto questa visione abbia inciso sull’evoluzione dell’azienda.

Nel frattempo Alé cresce. Il marchio si diffonde progressivamente sui mercati internazionali, arrivando a essere presente in oltre trentasette Paesi. La produzione resta ancorata tra Italia ed Europa, mantenendo quell’equilibrio tra artigianalità e industria che caratterizza il Made in Italy.

Parallelamente cresce anche il legame con il ciclismo professionistico. Alé diventa partner di squadre del circuito WorldTour, come il Team Bahrain Victorious, e collabora con alcune delle federazioni ciclistiche più antiche e prestigiose al mondo, tra cui la Fédération Française de Cyclisme, la British Cycling, la Federazione Ciclistica Danese e quella slovena, patria del campione Tadej Pogačar.

Accanto al mondo professionistico, Alé costruisce nel tempo un legame altrettanto forte con il ciclismo amatoriale. Attraverso il servizio custom, il brand realizza capi tecnici e outfit personalizzati con grafiche su misura, accessibili anche a piccoli gruppi e team. È una scelta che avvicina l’azienda a migliaia di ciclisti e club, rendendo Alé una presenza familiare e diffusa sulle strade italiane.

Eppure, dentro questa crescita, c’è un elemento che rimane costante. Alessia Piccolo continua a pedalare. Dalla fine degli anni Novanta la bicicletta fa parte della sua vita. Non come gesto simbolico, ma come esperienza diretta. La strada diventa un luogo di ascolto, uno spazio in cui comprendere davvero cosa significa indossare un capo tecnico durante una salita, una discesa, una giornata di vento.

È lì che il prodotto torna alla sua origine. Non in una riunione. Non in una presentazione. Ma nel gesto semplice e ripetuto della pedalata.

Oggi Alessia Piccolo è Amministratore Delegato di APG, l’azienda a cui fa capo il marchio Alé, e dal 2026 guida anche FZ Import & Distribution Corp., la società del gruppo Zecchetto che distribuisce i marchi Alé e DMT negli Stati Uniti e in Canada.

Sotto la sua guida l’azienda è passata da realtà artigianale a struttura industriale con una presenza internazionale, mantenendo saldo il legame con la propria cultura manifatturiera.

Il suo percorso però resta legato a quell’inizio. A quella porta varcata anni fa a Bonferraro di Sorgà. Al primo lavoro in magazzino. Alle competenze costruite nel tempo.

Una traiettoria che Alessia Piccolo riassume con una semplicità disarmante: “Da niente fin qua”.

Nel ciclismo le lunghe salite non si vincono con uno scatto improvviso. Si conquistano metro dopo metro, trovando il proprio ritmo. È esattamente così che è cresciuta anche la sua storia.

#ToBeContinued
Andrea Bettini